banner 468x60

 
Chiaserna La Storia
Abbazia di San Michele Arcangelo

«A settentrione si ergeva la bella Chiesa Romanica (volta ad oriente, a tre navate, con abside semicircolare al centro. Le navate comunicavano a mezzo di archi, formati da conci di pietra calcare bianca intercalati da altri di pietra spugna, sorretti da robusti pilastri. Il Presbiterio era sopraelevato e la cripta sottostante, in corrispondenza dell' abside, poggiava la volta su di una deliziosa  colonna di granito rosa (la cripta è rimasta intatta e conserva detta colonna). La mensa invece era sorretta da una colonna di granito nero con colonnine agli angoli (La colonna di granito nero è stata collocata nel parco di Chiaserna e mostra ancora una fossetta ove erano custodite forse le reliquie dei martiri).  

Immagine della "Badia" come si presentava prima del crollo (in costruzione)

Ad oriente e a mezzogiorno si estendevano gli edifici destinati ad accogliere i religiosi con tutto quanto fosse stato necessario ad un' agiata esistenza. L' ala a monte terminava con una nobile costruzione il cui pianoterra, coperto da una volta reale in pietra sembra fosse destinato alle adunanze del Capitolo ed i piani superiori a rifugio dei monaci e dei servi nei momenti di maggior pericolo».

Così è descritta l' Abbazia di S. Angelo da Dante Bianchi in «Cantiano, vita di una comunita'». E' questa l' unica parte dell' antica abbazia rimasta in piedi. 

Immagine attuale della "Badia" (in costruzione).

Lungo la parte mediana del casamento , all' interno, correva un portico, formato da quattro archi a sesto ribassato che poggiavano su pilastri quadrati. Sopra correva un ballatoio a cui si saliva per mezzo di una comoda scalinata, posta a sinistra del porticato. In un gradino della scala era murato un fregio di stile bizantino. Questo e le colonne di granito ci dicono che i monaci, nella costruzione, impiegarono i materiali avanzati dalla demolizione dell' antico eremo. Le colonne, in particolare, derivano forse dal tempio di Giove Appennino le cui macerie erano situate non molto lontano.

Non molto lontano sorgeva il mulino ad acqua dell' abbazia, in particolare ve ne erano due indicati come mulino di sopra e mulino di sotto.

Dalla fine del secolo XIV dell' eremo di S. Angelo se ne perde totalmente traccia. Rimane solamente la Badia di S. Michele e il borgo nato nel suo intorno che sara' chiamato Chiaserna in memoria dell' antiche genti montane. Il monastero crebbe in importanza tanto da beneficiare di donazioni da parte di nobili del circondario e non solo. Il suo controllo spaziava sui pascoli e territori circostanti, e sulle genti che le gravitavano attorno. Nel periodo medievale raggiunse il suo massimo splendore.

l' Eremo S.Angelo

il Rinascimento

Inizio pagina