«A settentrione si ergeva la bella Chiesa
Romanica (volta ad oriente, a tre navate, con abside
semicircolare al centro. Le navate comunicavano a mezzo di
archi, formati da conci di pietra calcare bianca intercalati da
altri di pietra spugna, sorretti da robusti pilastri. Il
Presbiterio era sopraelevato e la cripta sottostante, in
corrispondenza dell' abside, poggiava la volta su di una
deliziosa colonna di granito rosa (la cripta è rimasta
intatta e conserva detta colonna). La mensa invece era sorretta
da una colonna di granito nero con colonnine agli angoli (La
colonna di granito nero è stata collocata nel parco di
Chiaserna e mostra ancora una fossetta ove erano custodite forse
le reliquie dei martiri).
Immagine della "Badia" come si presentava prima del crollo (in costruzione)
Ad oriente e a
mezzogiorno si estendevano gli edifici destinati ad accogliere i
religiosi con tutto quanto fosse stato necessario ad un' agiata
esistenza. L' ala a monte terminava con una nobile costruzione
il cui pianoterra, coperto da una volta reale in pietra sembra
fosse destinato alle adunanze del Capitolo ed i piani superiori
a rifugio dei monaci e dei servi nei momenti di maggior
pericolo».
Così è descritta l' Abbazia di S. Angelo da Dante Bianchi in
«Cantiano, vita di una comunita'». E' questa l' unica parte dell' antica
abbazia rimasta in piedi.
Immagine attuale della "Badia" (in costruzione).
Lungo la parte mediana del casamento ,
all' interno, correva un portico, formato da quattro archi a
sesto ribassato che poggiavano su pilastri quadrati. Sopra
correva un ballatoio a cui si saliva per mezzo di una comoda
scalinata, posta a sinistra del porticato. In un gradino della
scala era murato un fregio di stile bizantino. Questo e le
colonne di granito ci dicono che i monaci, nella costruzione,
impiegarono i materiali avanzati dalla demolizione dell' antico
eremo. Le colonne, in particolare, derivano forse dal tempio di
Giove Appennino le cui macerie erano situate non molto lontano.
Non molto lontano sorgeva il mulino ad
acqua dell' abbazia, in particolare ve ne erano due indicati
come mulino di sopra e mulino di sotto.
Dalla fine del secolo XIV dell' eremo di S.
Angelo se ne perde totalmente traccia. Rimane solamente la Badia
di S. Michele e il borgo nato nel suo intorno che sara' chiamato
Chiaserna in memoria dell' antiche genti montane. Il monastero
crebbe in importanza tanto da beneficiare di donazioni da parte
di nobili del circondario e non solo. Il suo controllo spaziava
sui pascoli e territori circostanti, e sulle genti che le
gravitavano attorno. Nel periodo medievale raggiunse il suo massimo
splendore.