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Chiaserna La Storia
Rinascimento

Le vicende storiche che seguirono videro la progressiva perdita di poter dell' abbazia. Al florido sviluppo, favorito inizialmente dalla sua centralita' territoriale e dall' abbondanza di seminativi, di pascoli e di boschi si sostituì, con lo sviluppo comunale, il dominio di Cantiano. E' in questa fase che nascono le Universitas e quindi si colloca l' ufficialita' di quella Agraria delle XII famiglie Originarie di Chiaserna. In una Tavola Avellanita queste famiglie vengono chiamate "de Puris" cioè autoctoni e gestivano collettivamente i beni della montagna.

In questo periodo Chiaserna divenne famosa per i legni pregiati (come la noce nera, il tasso, il rovere) molto richiesti dai maestri sediari di Cantiano che operavano per le grandi corti d' Italia. Florida fu anche l' estrazione di pietra da macina, la produzione di prodotti caseari, legati all' allevamento di ovini, assai graditi ai Duchi di Urbino e ai prelati di Roma.

Con il Rinascimento il Comune diviene Signoria e c'è il tramonto della visione teocratica, segue la crisi delle istituzioni benedettine e la perdita della loro centralita'.

La decadenza della Badia aumenta con l' istituzione della Commenda ovvero il passaggio dei patrimoni delle Abbazie ai cardinali che ne sperperarono i proventi. La gestione e le proprieta' della Badia di S. Michele passarono più volte di mano in mano finché il terremoto del 1781 e le disposizioni napoleoniche sulla demanizzazione dei beni ecclesiastici gravarono definitivamente sulla possibilita' di riorganizzare la comunita' monastica.

Dopo il crollo della chiesa dell' Abbazia gli spazi limitrofi furono adibiti a cimitero. Le disposizioni napoleoniche portarono alla gestione laica dei luoghi di sepoltura ed alla loro collocazione fuori del centro abitato. Dopo l' annessione al Regno d' Italia il cimitero fu chiuso.

l' Abbazia S.Angelo

la Pieve S.Anastasia

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